L’agricoltura intensiva sostenibile

È previsto che nel 2100 gli abitanti della terra che sono attualmente 7 miliardi diverranno 16 miliardi nel caso la fertilità media femminile (numero di figli per donna) aumenti leggermente rispetto ad oggi, 10 miliardi nel caso la fertilità media non cambi o 6 miliardi ipotizzandone invece una drastica riduzione.
L’incremento atteso, accompagnato da un augurabile miglioramento complessivo del benessere economico, aumenterà drasticamente la richiesta di cibo. Si calcola che, sia in termini di calorie (ottenute principalmente da cereali e tuberi), sia in termini di proteine (ottenute da legumi e carne), sarà necessario il doppio di cibo rispetto a quello attualmente prodotto.
Poiché, a meno di intaccare irreversibilmente le aree a foresta, la disponibilità totale di superficie coltivabili, che oggi è pari al 25% della superficie totale del pianeta, non potrà aumentare significativamente, sarà necessario produrre più cibo per unità di superficie.
Ciò richiederà piante e animali «speciali», ossia molto produttivi, e consumi spaventosi di acqua, fertilizzanti, agrofarmaci ed energia da combustibili fossili (petrolio).

Tale prospettiva presume pesanti investimenti finanziari, consumo di risorse naturali non rinnovabili che, a lungo andare potrebbero avere conseguenze disastrose sulla qualità dell’ambiente.
Si tratta di una scelta insostenibile.

In alternativa, l’obiettivo è quello di produrre più cibo sulle stesse superfici coltivate, riducendo l’uso di risorse naturali e di input chimici, limitando così l’impatto delle attività agricole sull’ambiente.
Si tratta di una scelta sostenibile

L’agricoltura intensiva sostenibile prevede la messa a punto di:

  • varietà di piante coltivate che crescano abbondantemente con necessità minime di acqua e di fertilizzanti, che tollerino senza subire danni le avversità ambientali, compreso l’attacco di infestanti o patogeni, che richiedano un uso limitato di agrofarmaci;
  • processi e tecnologie che recuperino dai prodotti di scarto delle produzioni agricole energia e materiali utili; tecnologie che permettano di stabilire le eettive necessità di acqua, fertilizzanti e agrofarmaci delle colture e che ne assicurino una distribuzione precisa senza sprechi e rilasci eccessivi nell’ambiente;
  • modelli previsionali che permettano di stabilire le esigenze delle colture anche in scenari climatici diversi da quelli attuali.

La ricerca è molto attiva in questa direzione.
Questa mostra ne presenterà alcuni esempi.

 
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